venerdì 1 luglio 2011

arredo contract per alberghi, quando bisogna guardare altrove...

riproponiamo molto volentieri, oggi, un progetto di cui ci siamo occupati qualche mese fa per un'azienda general contractor del settore, alla quale avevamo proposto un coinvolgimento diretto in un piano di internazionalizzazione in Asia per le aziende del settore arredo con cui interagisce nell'ambito di rapporti di committenza continuativi.

e lo facciamo perché, scavando tra le ns carte, ci siamo accorti che questo progetto è rimasto, purtroppo, carta morta... e come sempre diciamo,

PURTROPPO PER GLI ALTRI, NON PER NOI!!!

siamo sempre convinti, infatti, che un'azienda che vive sul mercato e di mercato/i debba avere chiara la differenza tra strategia e vendita, tra canale e fatturato, tra marketing strategico e pubblicità.

le aziende che non lo sanno, che non investono, che aspettano che l'onda lunga della crisi passi nella speranza che non le travolga, che non guardano all'investimento come un'opportunità ma sempre e solo come un costo, che hanno paura dell'ignoto...

NON SONO AZIENDE CON CUI CI PIACE LAVORARE, tutto qui...

perché non ci piace, questa volta a noi, il vittimismo e la politica del sempre e solo non,

MAI che si tenti di avere un atteggiamento proattivo e positivo...

in fondo, non siamo noi a parlare di azienda come di un bene in divenire, né abbiamo inventato noi il concetto di rischio d'impresa!


a presto, e buona lettura a tutti.

mercoledì 29 giugno 2011

ancora sui social media

discutendo con altri professionisti del settore in merito alla convenienza o meno di implementare una produttiva politica "social" da parte degli alberghi, ci siamo meravigliati di come tutti siano concordi nel sostenere la tesi della effettiva utilità del sistema, sia in veste di fornitori (il professionista che offre il servizio all'albergo), sia in veste di utilizzatore finale (quando il professionista è un cliente di una struttura).

la meraviglia nasce dalla constatazione - amara..., che tutti ne conosciamo il valore, tutti ne parliamo (chi più, chi meno) nell'ambito dello svolgimento del proprio lavoro, e tutti insieme

non riusciamo a "cavarne un ragno dal buco...".

e allora ci guardiamo attoniti e scuotiamo la testa, consci di un'occasione persa, MA SOPRATTUTTO DA PARTE DELLE STRUTTURE RICETTIVE.

e, infatti, ci piace sottolineare l'esperienza diretta di uno di questi professionisti, esperto nella comunicazione grafica, il quale si è trovato "finalmente" a poter utilizzare l'app del suo smartphone nell'ultimo fine settimana trascorso in un albergo della costiera sorrentina.

sottolineiamo il "finalmente", e siamo felici per il suo smartphone, perché almeno lui comincia a funzionare come terminale intelligente e non come semplice telefono cellulare, e visti i prezzi... diremmo che "era ora!!!".

meditate gente, meditate...

mercoledì 22 giugno 2011

social media - social che???

che vuol dire "social media"?
cosa si intende per "cultura social"?
e perché si parla tanto di social nel settore turistico?

e poi:
"brand reputation", formazione in house, web marketing, social CRM, web per il "mobile", social plugins, social ROI, qr code...

e infine:
facebook, twitter, trip advisor, foursquare, ecc... ecc... ecc...

ma non eravamo solo e semplicemente albergatori e turisti?
dove sono finiti Tour operator, agenzie di viaggio e Enti del Turismo?


c'è ancora tutto, non stiamo a fasciarci la testa prima di rompercela, come dicevano i ns nonni.
diciamo solo che la tecnologia ha cambiato (troppo in fretta per accorgercene?) il ns modo di fare turismo, vivere il turismo e raccontare il turismo.


il punto è capire se il cambiamento è condiviso, se turista e operatore vanno alla stessa velocità e se a domanda corrisponda offerta.

noi siamo sicuri che, soprattutto per la terza considerazione, c'è un gap da colmare tanto grande quanto la potenzialità di business che esso rappresenta. che le strutture turistico-ricettive (dall'albergo all'agriturismo, al campeggio, al ristorante, all'enoteca, al comprensorio, al consorzio, a chi volete voi...) stentino a cavlcare l'onda e che i numeri che si stanno manifestando (soprattutto Gran Bretagna e Stati Uniti, come sempre...) siano molto lontani dal ns modo di pensare, e di investire.

personalmente, siamo sempre più convinti che in assenza di cultura (scarsa conoscenza e scarsa volontà di analizzare a fondo l'argomento) si avvalori ogni giorno di più l'ipotesi per la quale continuiamo a vivere nel passato e del passato, senza pensare a come tuffarci (ed è il caso di dirlo considerata la velocità con cui l'innovazione tecnologica cambia il ns modo di vivere) nel futuro per non perdere il treno.

ne siamo sempre più convinti perché crediamo che il ns sistema turistico abbia goduto per troppo tempo di una posizione di rendita e che non abbia capito che la vera concorrenza non è il ns concorrente, ma il resto del mondo.
continuiamo ad aspettare la telefonata per la prenotazione, a lavorare con i classici strumenti di promozione e comunicazione.
ci limitiamo a svolgere il compitino con un sito web ben fatto, qualche immagine accattivante e, se lo implementiamo con il booking on line, crediamo di avere un sito all'avanguardia.

la commercializzazione della struttura è valida se abbiamo un tasso di occupazionalità elevato, salvo poi andarlo ad analizzare e scoprire un margine bassissimo (e non è detto che quel che lasciamo sul terreno sia a vantaggio del turista!!!).



ma siamo pur sempre, e lo saremo per sempre, 
il Bel Paese...

lunedì 20 giugno 2011

marketing territoriale - una risorsa per tutti gli operatori

ci capita spesso di ascoltare tra le principali lamentele degli operatori del settore turistico-ricettivo quella relativa alla scarsa propensione delle istituzioni locali a mettere in atto una seria politica di sviluppo del territorio.

HANNO RAGIONE! ma non sono certamente dalla parte giusta se al lamento non fanno seguire un atteggiamento proattivo.
cosa vuol dire?

partiamo dall'inizio, dal ruolo delle istituzioni nello sviluppo turistico locale e, prima ancora, da come si potrebbe favorire lo sviluppo stesso.
un territorio non si sviluppa senza l'apporto congiunto di operatori, istituzioni, cittadini, all'interno di un piano di sviluppo coordinato e pianificato.
ognuno ha il proprio ruolo, e ognuno deve credere nell'obiettivo comune: chi viene meno per primo al progetto comune provoca il collasso di tutto il progetto e ogni elemento del gruppo comincia a muoversi autonomamente senza direzione.

dove deve puntare il progetto comune? ovviamente, a favorire lo sviluppo del territorio e degli operatori che i lavorano... ma, soprattutto, quali gli strumenti?
1) comunicazione
2) promozione
3) strategia

nell'esatto ordine in cui li abbimo posizionati? a noi sembra, piuttosto, un cane che si morde la coda, il classico indovinello sull'uovo e la gallina: chi è nato prima? in questo caso... chi deve fare il primo passo?

se la singola struttura investe in un piano di comunicazione e promozione commerciale, sicuramente intende attirare clienti.
ipotizziamo che i clienti, effettivamente, trovino interessante l'offerta e decidano di aderire alla stessa, acquistando il soggiorno promosso: cosa succede se arrivano in loco alle 9 della sera e i mezzi pubblici sono scarsi e scarsamente indicati? e se alle 9 di sera per arrivare dalla stazione alla struttura ricettiva i clienti potrebbero rivolgersi solamente a vettori privati? immaginiamo il prezzo che sarebbero costretti a pagare.

quanto risolverebbe il problema la possibilità che la struttura metta a disposizione un proprio mezzo per l'accoglienza del cliente? sicuramente tanto, ma il biglietto da visita del territorio è già altamente indicativo di una scarsa attenzione alla cura del cliente.
non solo: perché è sempre e solo la struttura a dover investire di suo? non è forse vero che i turisti portano benessere all'intero territorio?

facciamo, allora, un altro esempio, relativo all'offerta turistica della zona in cui insiste la struttura che ha attirato il cliente; ci sono strutture nel mondo che vivono di luce riflessa, luoghi inimmaginabili che vivono di turismo grazie alla chiesetta posta in cima alla montagna dove si sogna di potersi sposare, magari sotto una leggera nevicata, e così via...

è possibile credere che quella chiesetta da sola possa richiamare turisti nel territorio? o forse è più facile credere che a pochi km ci sia la possibilità di inerpicarsi su per le montagne in un emozionante percorso di trekking?

o forse, ancora, andare a visitare le cantine dove si produce un buonissimo amaro?
o sapere che se sono in zona posso trascorrere 3 giorni nella beauty farm che si trova nel borgo riattato?
o andare a mangiare in quella taverna che produce il formaggio con i metodi dei monaci del 1.400?
eccetera... eccetera...

e che ne sa il turista che in quella zona si possono fare tutte queste cose? e quale turista devo attirare per offrirgli tutte queste cose? e i miei colleghi operatori del settore, sono altrettanto interessati ad offrire come faccio io un servizio integrato con gli altri operatori?

il comune denominatore è, ovviamente, l'Istituzione locale, o un consorzio di operatori o qualcosa di simile che consenta di camminare insieme, verso un'unica direzione, allo stesso tempo e investendo insieme in denaro e tempo.

e, quindi, torniamo all'interrogativo di 20 righe sopra: qual è l'ordine esatto?
SECONDO NOI, l'ordine esatto non esiste, esiste un progetto all'interno del quale c'è bisogno di condivisione, partecipazione, solidarietà.

un territorio che attira turisti è un territorio che vive, che produce e che consente a tutti, ma proprio tutti, di ricavare e gestire il proprio personale tornaconto, ma dopo, solo dopo, quando si devono raccogliere i frutti del lavoro svolto (e da svolgere di seguito, di continuo).

un progetto di marketing terrioriale è il banale e semplice volano per il (ri)lancio turisitico di una zona, non basta il bravo operatore se è solo, perché diventa cattedrale nel deserto; non basta la singola chiesetta da sola, perché il gioco non vale la candela (quante polemiche per i bronzi di Riace a Reggio Calabria?); non bastano le intenzioni se non sono seguite dai fatti, si scatenerebbe una sciocca disputa di posizione.

fondamentale è il ruolo dell'Istituzione centrale, 
con le idee chiare, il partner giusto, i collaboratori motivati.

non diciamo niente di nuovo, vorremmo solo che di nuovo ci fosse la mentalità di chi investe nel settore turistico e lo facesse fino in fondo, anche al di fuori della propria "creatura": se la creatura è sola, non rende un centesimo di quanto ci abbiamo speso e così le inimmaginabili risorse territoriali e umane del nostro Paese muoiono a vantaggio dei Paesi confinanti.

E, attenzione: oggi i confini sono il resto del mondo!