ci capita spesso di ascoltare tra le principali lamentele degli operatori del settore turistico-ricettivo quella relativa alla
scarsa propensione delle istituzioni locali a mettere in atto una seria politica di sviluppo del territorio.
HANNO RAGIONE! ma non sono certamente dalla parte giusta se al lamento non fanno seguire un atteggiamento proattivo.
cosa vuol dire?
partiamo dall'inizio, dal
ruolo delle istituzioni nello sviluppo turistico locale e, prima ancora, da come si potrebbe favorire lo sviluppo stesso.
un territorio non si sviluppa senza
l'apporto congiunto di operatori, istituzioni, cittadini, all'interno di un piano di sviluppo
coordinato e pianificato.
ognuno ha il proprio ruolo, e ognuno deve credere nell'obiettivo comune:
chi viene meno per primo al progetto comune provoca il collasso di tutto il progetto e ogni elemento del gruppo comincia a muoversi autonomamente senza direzione.
dove deve puntare il progetto comune? ovviamente, a favorire lo sviluppo del territorio e degli operatori che i lavorano... ma, soprattutto,
quali gli strumenti?
1) comunicazione
2) promozione
3) strategia
nell'esatto ordine in cui li abbimo posizionati? a noi sembra, piuttosto, un cane che si morde la coda, il classico indovinello sull'uovo e la gallina: chi è nato prima? in questo caso...
chi deve fare il primo passo?
se la singola struttura investe in un piano di comunicazione e promozione commerciale, sicuramente intende attirare clienti.
ipotizziamo che i clienti, effettivamente, trovino interessante l'offerta e decidano di aderire alla stessa, acquistando il soggiorno promosso: cosa succede se arrivano in loco alle 9 della sera e i mezzi pubblici sono scarsi e scarsamente indicati? e se alle 9 di sera per arrivare dalla stazione alla struttura ricettiva i clienti potrebbero rivolgersi solamente a vettori privati? immaginiamo il prezzo che sarebbero costretti a pagare.
quanto risolverebbe il problema la possibilità che la struttura metta a disposizione un proprio mezzo per l'accoglienza del cliente? sicuramente tanto, ma il biglietto da visita del territorio è già altamente indicativo di una scarsa attenzione alla cura del cliente.
non solo:
perché è sempre e solo la struttura a dover investire di suo? non è forse vero che i turisti portano benessere all'intero territorio?
facciamo, allora, un altro esempio, relativo all'offerta turistica della zona in cui insiste la struttura che ha attirato il cliente; ci sono strutture nel mondo che
vivono di luce riflessa, luoghi inimmaginabili che vivono di turismo grazie alla chiesetta posta in cima alla montagna dove si sogna di potersi sposare, magari sotto una leggera nevicata, e così via...
è possibile credere che quella chiesetta da sola possa richiamare turisti nel territorio? o forse è più facile credere che a pochi km ci sia la possibilità di inerpicarsi su per le montagne in un emozionante percorso di trekking?
o forse, ancora, andare a visitare le cantine dove si produce un buonissimo amaro?
o sapere che se sono in zona posso trascorrere 3 giorni nella beauty farm che si trova nel borgo riattato?
o andare a mangiare in quella taverna che produce il formaggio con i metodi dei monaci del 1.400?
eccetera... eccetera...
e
che ne sa il turista che in quella zona si possono fare tutte queste cose? e quale turista devo attirare per offrirgli tutte queste cose? e i miei colleghi operatori del settore, sono altrettanto interessati ad offrire come faccio io un servizio integrato con gli altri operatori?
il comune denominatore è, ovviamente, l'Istituzione locale, o un consorzio di operatori o qualcosa di simile che consenta di camminare insieme, verso un'unica direzione, allo stesso tempo e investendo insieme in denaro e tempo.
e, quindi, torniamo all'interrogativo di 20 righe sopra: qual è l'ordine esatto?
SECONDO NOI, l'ordine esatto non esiste,
esiste un progetto all'interno del quale c'è bisogno di condivisione, partecipazione, solidarietà.
un territorio che attira turisti è un territorio che
vive, che
produce e che
consente a tutti, ma proprio tutti, di ricavare e gestire il proprio personale tornaconto,
ma dopo, solo dopo, quando si devono raccogliere i frutti del lavoro svolto (e da svolgere di seguito, di continuo).
un progetto di marketing terrioriale è il banale e semplice volano per il (ri)lancio turisitico di una zona,
non basta il bravo operatore se è solo, perché diventa cattedrale nel deserto;
non basta la singola chiesetta da sola, perché il gioco non vale la candela (quante polemiche per i bronzi di Riace a Reggio Calabria?);
non bastano le intenzioni se non sono seguite dai fatti, si scatenerebbe una sciocca disputa di posizione.
fondamentale è il ruolo dell'Istituzione centrale,
con le idee chiare, il partner giusto, i collaboratori motivati.
non diciamo niente di nuovo, vorremmo solo che di nuovo ci fosse la mentalità di chi investe nel settore turistico e lo facesse fino in fondo, anche al di fuori della propria "creatura": se la creatura è sola, non rende un centesimo di quanto ci abbiamo speso e così le inimmaginabili risorse territoriali e umane del nostro Paese muoiono a vantaggio dei Paesi confinanti.
E, attenzione: oggi i confini sono il resto del mondo!